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mercoledì, settembre 03, 2008

"núga-e" oppure "nuge"?

Lo so! Rispondere a questa domanda dopo cinque anni dall'uscita del primo numero del nostro periodico è un po' strano, ma a volte i dubbi emergono strada facendo, per fortuna... Anche se il titolo finora adottato in copertina ("nugæ") dovrebbe già essere interpretato come una precisa presa di posizione in materia. Tuttavia abbiamo voluto consultare, grazie all'attentissima e scrupolosa mediazione di Mario Visone, il prof. Carlo Iandolo, grecista e latinista di chiara fama, amico, collaboratore e lettore di "nugæ"... Ecco cosa ci dice in proposito.


"[...] Come in ogni lingua, anche in latino esistette una duplicità espressiva: quella scritta o dotta (o “classica”, lemma prevalente) e quella d’una lingua parlata quotidianamente, definita anche “volgare” (= tipica di tutto il popolo nella fase orale). Il latino classico conobbe e imponeva la pronunzia gutturale (= dura) di “c, g” anche davanti alle vocali palatali “e – i” (Cicero = Kikero; digitus = díghitus), cosí come i dittonghi “ae – oe” (anche senza dieresi) erano pronunziati nelle due unità vocaliche separate (ecco “Càesar = Cà-e-sar”, onde il tedesco “Kaiser” e il russo “Czar”): questi alcuni aspetti della cosiddetta pronunzia classica, per cui – per ovvia coerenza – “nugae” fu senz’altro pronunziato “núga-e”. Tuttavia il latino volgare, anche grazie alla diffusione ecclesiastica, dal V-VI secolo d. C. fece prevalere la sua validità corale di “Koiné”, con una pronunzia divenuta comune e generale, per cui “ci-gi, ce-ge” ebbero e hanno pronunzia palatale (Cícero, dígitus) e i suddetti dittonghi “ae – oe” divennero e sono anche oggi monottonghizzati (Caesar = Cesar, poena = pena; quindi “nuge”). Va infine precisato che in Italia – e da tempo – in quasi tutte le Università e nelle scuole è prevalsa appunto la pronunzia “volgare” (rari i Docenti universitari – ad es. in Germania – che ancóra ricalcano la scia della pronunzia classica, che ormai è “fuori moda”; senza parlare d’una pronunzia “francese” del latino, dal momento che oltralpi – a mo’ d’esempio – “Cicero” suona…”Siserò”!)."
Prof. Carlo Iandolo

2 Commenti:

Anonymous X ha detto...

Sempre pronunciato secondo l'uso volgare. Non per mancanza di rispetto, semmai per simpatia popolare... ;-)

Il chiarimento comunque ci voleva.
X

settembre 15, 2008 12:04 AM  
Blogger Michele Nigro ha detto...

Anche io sono stato sempre "volgare"...!

Grazie X

settembre 15, 2008 11:34 AM  

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