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mercoledì, gennaio 06, 2010

84 Charing Cross Road

Elenco dei libri indicati nel film del 1987 84 Charing Cross Road”, diretto dal regista David Hugh Jones, tratto dall'omonima raccolta epistolare di Helene Hanff. Un bel film che tutti i bibliofili dovrebbero vedere!

- Saggi di Anthony Ashley Cooper

- “Virginibus puerisque” di Robert L. Stevenson

- Saggi di James Henry Leigh Hunt

- “Conversazioni immaginarie” di Walter Savage Landor

- Oxford Book of English Verse, antologia dei poeti inglesi

- “L'idea di Università” di John Henry Newman

- “The Elizabethan Lyrists And Their Poetry” di Amy Cruse

- “Il diario” di Samuel Pepys

- Vulgata (traduzione della Bibbia in latino dall'antica versione greca ed ebraica, realizzata all'inizio del V secolo da Sofronio Eusebio Girolamo)

- Le biografie di Izaak Walton

- “Dentro la balena” di George Orwell

- Tutte le poesie e i brani scelti degli scritti di John Donne e tutte le poesie di William Blake (?)

- “I Racconti di Canterbury” di Geoffrey Chaucer

- “Racconti da Shakespeare” di Charles e Mary Lamb

- “Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen

(elenco a cura di m.n.)

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domenica, gennaio 03, 2010

"Hikikomori 2032" e il Cafè Psicologico


Hikikomori: la paura di vivere “fuori”

Hikikomori significa “ritiro” in giapponese. Tecnicamente con la parola hikikomori si indica sia il comportamento sia chi lo mette in atto. Il comportamento consiste nell’isolarsi dalla società e dalla famiglia rinchiudendosi nella propria stanza per un periodo superiore a sei mesi.

Chi lo mette in atto è di solito un adolescente o un giovane adulto. Il termine fu coniato dal dott.Tamaki Saito, direttore del Sofukai Sasaki Hospital, quando cominciò a rendersi conto della similarità sintomatologica di un numero sempre crescente di adolescenti che mostravano letargia, incomunicabilità e isolamento totale. Oltre all’isolamento sociale gli hikikomori soffrono tipicamente di depressione e di comportamenti ossessivo compulsivi, ma non è facile comprendere se questi siano una conseguenza della reclusione forzata a cui si sottopongono o una concausa del loro chiudersi in gabbia. Alcuni hikikomori si fanno la doccia per diverse ore al giorno e indossano guanti spessi per tenere a bada i germi, mentre altri strofinano le mattonelle nella doccia per ore e ore. Nonostante lo stereotipo sia quello di un uomo che non lascia mai la sua stanza, molti reclusi si avventurano fuori, una volta al giorno o una volta alla settimana, per andare in un Konbini, un supermarket aperto 24 ore. Lì possono trovare colazioni a portar via, pranzi e cene, e poiché di solito si svegliano a mezzogiorno e vanno a dormire al mattino presto, il konbini è una scelta sicura e anonima a tarda notte. La cassiera non parla e tutti gli altri stanno a casa a dormire. Il ritiro dalla società avviene gradualmente, i ragazzi possono apparire infelici, perdere i loro amici, diventare insicuri, timidi e parlare di meno. Le giornate di un hikikomori sono caratterizzate da lunghe dormite mentre le ore notturne sono spesso dedicate a guardare la tv, a giocare al computer, a navigare su internet , leggere e giocare in borsa on line. La mancanza di contatto sociale e la prolungata solitudine hanno effetti profondi sull’hikikomori, che gradualmente perde le sue competenze sociali, i riferimenti comportamentali e le abilità comunicative per interagire con il mondo esterno.

(...)

IN EDICOLA E AL CINEMA Michael Zielenziger Shutting Out the Sun (2006) di cui è possibile leggere un estratto Ruy Murakami Symbiotic Worms (2000)

-Tamago (2004)

-Hikikomori Tokio Plastic

Nella cultura italiana

-Hikikomori: adolescenti in volontaria reclusione di Carla Ricci

-Il racconto di Michele Nigro Hikikomori 2032

-Il documentario di Francesco LoJodice Hikikomori

-Il film di Gianluca Olmastroni Hikikomori ( Italia 2006)

-Il film di Marco Prati Hikikomori

Intervista a Tamaki Saito sul fenomeno “Hikikomori”

PER LEGGERE L'ARTICOLO INTERO http://www.cafepsicologico.it/hikikomor/